Il gruppo LTA è coinvolto nel progetto FIRB 2006 (Fondo per gli Investimenti nella Ricerca di Base) denominato “Ret@ccessibile: insegnamento-apprendimento insieme e per tutti in un progetto di vita” (codice RBNE07WBKL).
Coordinatore della ricerca è il gruppo che fa capo alla prof.ssa Lucia De Anna (Università degli Studi di Roma "Foro Italico").
Le altre unità sono:
- Università degli Studi di Napoli "Federico II" (prof.ssa Maura Striano);
- Università degli Studi di Trento (prof.ssa Patrizia Ghislandi);
- Università degli Studi di Bologna (prof. Andrea Canevaro;
- Fondazione Don Carlo Gnocchi, Milano.
Obiettivi della ricerca sono:
1. Valorizzare le potenzialità formative della tecnologia di rete allo scopo di:
- lavorare in ambiente web 2.0
- ricercare soluzioni sociopedagogiche e sociotecnologiche
- confrontarsi con la comunità internazionale di riferimento
- sperimentare l’integrazione degli aspetti tipici di una piattaforma open source per la formazione e l’interazione on-line con le prerogative di ambienti di simulazione multiutente per comunicare e apprendere, facendo riferimento ad un uso creativo delle tecnologie e degli ausili
- vivere la dimensione di rete come fonte di arricchimento umano
- fornire ai soggetti coinvolti le risorse per una presenza effettiva e vivace
- utilizzare anche dinamiche ludiche
- cercare di eliminare barriere alla comunicazione e alla partecipazione.
2. Sperimentare, utilizzare individuare soluzioni nell’uso della rete in modo da poter accedere autonomamente tenendo conto della diversità e dei bisogni educativi speciali, utilizzando:
- tecnologie specifiche e ausili di adattamento
- strategie di mediazione
- software specifici
3. Individuare i profili cognitivi ed affettivo–relazionali attraverso:
- la rilevazione degli stili di apprendimento, le modalità di comunicazione e di espressione, i bisogni cognitivi
- la messa a fuoco delle storie di apprendimento individuali
- la valorizzazione delle capacità e del desiderio di apprendere per apprendere
- il coinvolgimento dei partecipanti secondo una logica di collaborazione e scambio.
4. Costruire e monitorare gli strumenti per cogliere i segni di tali esperienze sul piano del vissuto personale, dell’autorappresentazione e della percezione del rapporto di integrazione tra sé e l’altro per maturare una padronanza consapevole in una reciprocità propria della cittadinanza attiva e per la costruzione del progetto di vita. E ciò adottando soluzioni e ruoli educativi che corrispondano alle caratteristiche di:
- fluidità
- co-costruzione
- apertura
- reticolarità proprie di ambienti di rete coerenti con l’evoluzione del web 2.0.
5. Analizzare le comunità di apprendimento in rete, in ambito universitario, basate sull’aggregazione, la collaborazione, la co-creazione di contenuti, il bookmarking condiviso, ovvero sugli strumenti (fra i quali wiki, blog,knowledge communities, social tagging, folksonomies, podcasting) che il Web 2.0 mette a disposizione.
6. Predisporre repertori di strumenti di valutazione in equipollenza (che devono consentire di verificare il raggiungimento di una preparazione culturale e professionale idonea ed una soglia di competenza necessaria pur nella diversità delle situazioni dei singoli studenti con particolare riferimento e attenzione alle situazioni di disabilità) attraverso dispositivi che includono:
- modalità diverse (prove alternative)
- contenuti riformulati ma equivalenti.
7. Investire nell’azione di tutorato inteso come relazione di aiuto e di crescita della persona, promuovendo l’azione tra gruppi di pari, costruendo le condizioni per una vita di relazione e di espressione e di costruzione degli apprendimenti e dei saperi.
8. Organizzare una formazione sperimentale dei tutor tra lezioni di base e stage in situazione e riflessioni guidate, rilevando e mettendo a fuoco le competenze, costruendo una ipotesi di moduli formativi, in un sistema di formazione blended, al fine di coniugare insieme bisogni e risposte educative e tecnologiche, anche specifiche, prevedendo il collegamento con i servizi di tutorato specializzato di cui alla legge 17/99.
9. Creare il raccordo tra tecnologia, pedagogia speciale e didattica in rete, con l’applicazione di dispositivi, ausili, tecnologie, e facendo particolare riferimento a situazioni di particolari gravità, nell’analisi di specifici studi di caso.