Sopportabile genio
Di solito non vado alle presentazioni pubbliche dei libri. C'è generalmente poco dibattito, e raramente capita di sentir parlare qualcuno che il libro in discussione l'abbia davvero letto e davvero esprima quel che ne pensa. Giorni fa ho fatto un'eccezione, qui, e non me ne sono affatto pentito. In scena c'era un tomo su Ingmar Bergman e soprattutto il taglio scelto dall'autore per dar conto dell'ingombrante figura del registra svedese. C'è un retroscena. Conosco da anni Aldo Garzia, autore del volume, per il fatto che abitiamo nello stesso caseggiato romano e condividiamo una quota di interessi e provenienze (in ordine sparso: Liguria, editoria, giornalismo, sinistra politica, cantautori). Ma nel suo cielo ci sono tre stelle che brillano più di tutte le altre: Gino Paoli, Cuba e Ingmar Bergman. Sono con lui sulla prima, in buona parte sulla seconda, debbo dire che faccio fatica a stargli dietro con la terza. Anzi, facevo: almeno fino all'altro giorno, e ora vi spiego il perché.
Storia in musica
Tagghiamo?
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Mi piace la musica irlandese in tutte le sue declinazioni, tra il tradizionale riproposto, reinventato, ibridato con altri generi, fino al quasi jazz. Per questa ragione ho acquistato l'ultimo lavoro di un gruppo storico come
Think Tag l'abbiamo visto nascere qualche anno fa, e anzi noi del Laboratorio abbiamo dato una piccola mano al suo ingresso nel mondo del web. Da allora viaggiamo assieme, anche perché nel canale associato al volume 