Il pirata e l'editore

di Andrea Patassini
Immaginate di acquistare su un qualche negozio online l'eBook che desiderate, procedete nel percorso di acquisto ed eccolo, poco dopo, sul vostro reader pronto per essere letto. Vi mettete comodi sul divano e iniziate a gustarvi l'eBook. Dopo poche pagine individuate un errore tipografico, un accento sbagliato, storcete un po' il naso, ma in fin dei conti vi rendete conto che un errore può capitare. Insomma, siete realisti e comprensivi, ma soprattutto il desiderio di leggere quel libro continua ad avere la meglio su un piccolo e comprensibile errore. Poi però notate che quell'errore si ripete un'altra volta, ecco infatti un altro accento errato.
Titoli al portatore
di Roberto Maragliano Traduttore/traditore. Va be', è un luogo comune. Cui aggiungerei il fatto che, molto spesso, il traditore lo fa per interesse. E questo complica le cose. Fatto sta che buona parte dei volumi di matrice americana su cui studio e faccio studiare i miei studenti, occupandomi e occupandoli di questioni relative ai rapporti fra media e formazione, bene: quei volumi recano, nelle edizioni italiane, dei titoli traditori, e, quel ch'è più grave, fuorvianti. Perché lo fanno è legittimo che uno se lo chieda. Io me lo chiedo e mi do due risposte.
Cosa e come pensano americani e italiani
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